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Archeologia

All'alpe Veglia sono stati rinvenuti i resti di un accampamento temporaneo di cacciatori preistorici. Nel 1986 gli archeologi hanno portato alla luce molte schegge lavorate (di quarzo, ma anche di selce) datati per analogia culturale al Mesolitico antico (metà dell'VIII millennio a.C.). Nel corso dei dieci anni successivi, regolari campagne di scavo hanno permesso di conoscere più a fondo la vita dei primi uomini che nella Preistoria vissero sulle Alpi occidentali.

Ulteriori ricerche hanno permesso di identificare un altro sito archeologico importante: il Balm d'la Vardaiola, un riparo sotto roccia a 1950 m di quota sopra i pascoli di Pian dul Scricc alle spalle di Veglia. Ai piedi della parete del balm, gli scavi hanno rivelato la presenza di più strati, ovvero momenti diversi di occupazione del luogo, riferibili a diverse epoche: al Basso Medioevo, all'Alto Medioevo e all'Età Romana, all'Età del Ferro.

Nel 1992 sulla parete rocciosa del Balm d'la Vardaiola è stata riconosciuta una pittura rupestre preistorica. Essa raffigura un ungulato a corna ramificate, probabilmente un cervo. La pittura dovrebbe risalire alla metà del IV millennio a.C., nell'epoca del Neolitico finale.

All'alpe Veglia sono stati rinvenuti i resti di un accampamento temporaneo di cacciatori nomadi della preistoria. Gli archeologi hanno portato alla luce molte schegge lavorate (di quarzo, ma anche di selce) datati per analogia culturale al Mesolitico antico (metà dell'VIII millennio a.C.).La scoperta è avvenuta nel 1986 ad opera di Angelo Ghiretti e Paola Vavassori che hanno rinvenuto, sotto un grande larice al centro della…
Le scoperte archeologiche all’Alpe Veglia non sono casuali. Esse sono avvenute applicando per la prima volta in Piemonte e in alta quota la metodologia di ricerca della “Ricognizione archeologica”, elaborata in trent’anni di attività pionieristiche in Dolomiti dall’équipe del Museo Tridentino di Scienze Naturali.Scrive l’archeologo Angelo Ghiretti, autore delle scoperte in Veglia: Le presenze umane di cacciatori preistorici ad alta quota si connettevano alla migrazione…
Balm d’la Vardaiola Un secondo strato riferibile all’Alto Medioevo viene interpretato come un giaciglio protetto per trascorrervi la notte e formato da grandi pietre disposte a semicerchio contro la parete del Balm.Sotto questo strato sono state trovate molte “placchette gelive”, scaglie rocciose staccatesi dalla parete in un periodo molto freddo, probabilmente tra il V e l’VIII secolo d.C. quando l’estendersi dei ghiacciai e il raffreddamento…
Balm d’la Vardaiola Un quarto strato ha rivelato un grande focolare dell’Età del Ferro con resti di vasi di ceramica modellata senza l’uso del tornio e lavorati con argilla proveniente dai dintorni del Balm. L’analisi dei carboni con il metodo del C14 , effettuata ad Oxford, ha dato una datazione assoluta al 570 a.C (con un margine di oscillazione di più o meno 70 anni).…
Balm d’la Vardaiola Sotto un tappeto di spinacio selvatico un primo strato, dello spessore di 25 cm, è riferibile al Basso Medioevo (un focolare di un metro di diametro, buche di palo di una struttura in legno che doveva ospitare più persone in piedi e frammenti ceramici di un vaso da fuoco risalenti al XV secolo). Questa fase di occupazione del Balm d’la Vardaiola fa…
L’importanza della scoperta di alpe Veglia consiste nell’essere il primo sito mesolitico d’alta quota riconosciuto in Piemonte. Per questo offre un’occasione di conoscenza straordinaria sul più antico popolamento delle Alpi occidentaliDopo la prima scoperta di un insediamento mesolitico d’alta quota ai laghetti di Colbricon nelle Dolomiti Orientali, sono oggi conosciuti oltre duecento siti. Tutti sulle Alpi centrali e orientali, dove i siti più importanti e…
Il Mesolitico (“Età della pietra intermedia”) è quel periodo della Preistoria collocato tra il Paleolitico (“Età della pietra scheggiata”) e il Neolitico (“Età della pietra levigata” durante il quale iniziarono ad essere praticate l’agricoltura e l’allevamento. Il Mesolitico si sviluppò in Europa nell’Olocene antico, dopo la fine dell'ultima glaciazione (detta di Wurm) e fino all’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento. Sulle Alpi si sviluppa tra l’VIII e…
Il sito mesolitico n° 1 di Cianciavero si trova in mezzo al pascolo dell’alpe Veglia, a 1.750 metri di quota all'estremità di un rialzamento formato da materiali (sassi e terra) portati dai torrenti nel corso dei millenni e traversato dal Rio delle Streghe, un piccolo corso d'acqua affluente del torrente Cairasca.L'insediamento, situato all'aperto, è stato finora esplorato su una superficie complessiva di circa 100 metri…
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